La cultura della con-divisione nell’era digitale

Stele_di_Rosetta
Stele di Rosetta: Di Chris 73 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=19669

Eccomi qua! Sono un rappresentante della “divisione digitale”! Sono cioè tra coloro che non hanno facilità di accesso alle tecnologie dell’informazione. D’altra parte appartengo ad una generazione che ha avuto inizio nella prima metà del’900. Nonostante gli sforzi miei e, soprattutto, di parenti ed amici, non sono andato oltre l’uso del computer (funzioni elementari..), l’accesso a Facebook e poco più. Questa premessa solo per dire che, quando leggo di nuove iniziative che fanno ricorso a strumenti dai nomi sempre più complessi (e in lingua inglese che non conosco, avendo sempre amato il francese) per condividere informazioni, conoscenze e così via, sono ammirato, stupito e un po’ invidioso perché so che non ho tempo e pazienza a sufficienza per utilizzarli. Insomma sono tecnologicamente imbranato. Ma questa nuova iniziativa, ArcheoArte, che intende favorire la condivisione della catalogazione del patrimonio culturale operata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione è davvero una iniziativa straordinaria. L’accesso a quei dati, ancora incompleti per la vastità del patrimonio, è stato un obiettivo ed un sogno. Per anni, per tanti. Perché? Non c’è solo l’obiettivo della condivisione della conoscenza per studiosi e ricercatori che non ne possono a fare a meno per svolgere al meglio il proprio lavoro. C’è un tema di democrazia, di democrazia culturale da sviluppare. Un sogno. La democrazia infatti si alimenta con la partecipazione, la conoscenza, la condivisione. Il diritto alla conoscenza, allo studio, alla formazione, alla cultura è iscritto nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Uomo. Se l’accesso alla conoscenza, allo studio, alla cultura sono negati, ostacolati da mille barriere (e l’elenco sarebbe lungo), sono negati i diritti fondamentali delle donne e degli uomini e si pregiudica la partecipazione democratica alla vita civile, sociale, culturale e politica. In una parola, si alimentano le disuguaglianze. Ora questa iniziativa, che se ho capito bene, consentirebbe a chiunque l’accesso a queste informazioni senza sostenere particolari costi [senza alcun costo n.d.r.], è un contributo allo sviluppo della democrazia ispirata dalla cultura. Ma perché sia un esercizio pieno, completo, di un diritto, deve essere accompagnata da un corredo di ausili che consentano a molti, se non a tutti, di leggere, capire, interpretare. Quasi un gioco! C’è una divisione digitale ma c’è anche una divisione culturale. ArcheoArte tende a superare entrambe e questo è sicuramente positivo.

 

Ledo Prato

CC BY-SA 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

Rispondi