Il Catalogo, questo sconosciuto

Certo, non per tutti l’ICCD ,l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione è uno sconosciuto, gli addetti ai lavori lo conoscono bene.FOTO2

Sono Storici dell’Arte, Archeologi, Architetti, professionisti della Cultura e non sarò io a spiegarne le finalità, il sito dell’ICCD è assai esauriente http://www.iccd.beniculturali.it/

Ma io, che faccio la restauratrice, cercherò di spiegare ai non addetti ai lavori quello che è l’aspetto rivoluzionario del mettere in rete, a portata di smartphone, una marea di dati certi e scientifici, su molti beni archeologici, artistici, architettonici.

Quando si cataloga un’opera la si prende in esame da tutti i punti di vista: autore, epoca, collocazione, tecnica, misure. Si vanno a ricercare i collegamenti con altre opere, documenti, bibliografia.

Sono dati precisi, puntuali, magari curiosi che, se messi a portata di smartphone, potrebbero innescare quella curiosità che è vita per la rete. E potrebbero innescare quel processo di partecipazione, favorendo e facilitando gli studiosi e appassionati, a tutti i livelli.

Pensiamo, ad esempio, ad un’opera che abbiamo sotto gli occhi, in un nostro museo o sito archeologico, scoprirne la scheda, i dati precisi, magari una foto scattata qualche decennio fa quando è stata compilata la scheda, e accorgerci che lo stato di “salute” non è più così buono.

Ecco, la catalogazione serve anche a questo, a monitorare il nostro patrimonio, dando a tutti la possibilità di verificare se esista ancora, e in quali condizioni.

Diventiamo molteplici occhi.

Forse sto guardando troppo in là, forse sta uscendo la mia vena di catalogatrice, perché si, sono anche catalogatrice, e catalogando un bene lo si impara a conoscere e a prenderne coscienza.

Ultimamente, catalogando i mezzi storici dei Vigili del Fuoco per il Museo Storico dei Vigili del Fuoco di Mantova, ho imparato come funzionavano le pompe a vapore o le scale meccanizzate.FOTO3

Certo, si vive anche senza, ma la curiosità che nasce dal vedere come l’ingegno umano si sforzi per rendere tutto più facile, magari anche più bello, arricchisce.

Lo stesso vale per le opere che potremo trovare andando a digitare sul BOT, per curiosità, per confrontare con quello che già sappiamo,o per trovare una risposta.

Ecco, io mi auguro che la facilità di accesso ai dati ci renda più curiosi e “affamati”, come il caro Steve Jobs raccomandava.

 

Maria Giovanna Romano

 

 

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